Le esperienze di vita ci rendono persone uniche - Trentino Social Tank
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Le esperienze di vita ci rendono persone uniche

L’UNICITÀ DEL SINGOLO PER LA CRESCITA DELL’ORGANIZZAZIONE

In questo ultimo periodo il tema della genitorialità in azienda ha trovato molto spazio nelle colonne dei giornali. Si è passati dalle sterili polemiche sulle scelte di Samantha Cristoforetti in tema di gestione familiare alle dichiarazioni infelici di Elisabetta Franchi sull’assunzione di donne over 40 già “sistemate”.

Essere genitori oggi

Un tema come questo porta inevitabilmente ad animare il confronto e quindi ecco che anche nelle pause caffè di TST l’affaire “cosa significa essere genitori oggi e come questa condizione si possa conciliare con la nostra identità professionale” è stato sicuramente molto dibattuto. Anche perché ad oggi la nostra organizzazione è composta da persone che in larga maggioranza hanno uno o più figli.

Nella molteplicità di confronti e punti di vista ne ho trovato uno con cui mi sento particolarmente in sintonia. Parlo di Roberta Zantedeschi, business coach ed esperta di comunicazione interna che si è detta “contro la narrazione della #maternità come bollino di qualità professionale”

La genitorialità e il lavoro: due sfere che possono e devono interagire

Parto da una premessa. Anche io sono mamma di Sofia e Giorgia, due bambine di 8 e 6 anni che sono un concentrato di energia e vitalità. E questa premessa mi porta a farmi una domanda: sono una professionista migliore perché sono madre? Probabilmente no, ma allo stesso modo non sono nemmeno una professionista peggiore.

L’esperienza della maternità mi ha sicuramente permesso di potenziare alcune mie competenze. Ma probabilmente sono riuscita a portare questo bagaglio nel mio lavoro perché la mia azienda ha avuto la capacità di andare oltre la dicotomia professionista/genitore, valorizzando Elisa nella sua complessità.

A mio parere è proprio questo lo snodo che dobbiamo superare. Non è l’etichetta, di genitore, di donna o altro, a renderci più competenti, ma le nostre esperienze di vita, che se valorizzate adeguatamente possono trasformarsi in un bacino di competenze spendibili anche in azienda.

Un equilibrio personale per dare il meglio di sé

E’ quindi onere, ma anche onore dell’azienda accogliere le persone nella propria unicità e individuare alcune strategie che possano permettere loro di crescere e diventare una risorsa di valore per l’azienda. Nel contesto attuale infatti vita privata e lavorativa sono sempre più connesse e proprio per questo motivo le naturali esigenze del singolo non possono essere vissute come un ostacolo, ma come un punto di partenza sul quale costruire un percorso di crescita all’interno dell’organizzazione.

La scintilla per far crescere le persone

Ma come possiamo valorizzare questa unicità? In Trentino Social Tank stiamo sperimentando qualche strategia, che vogliamo condividere con voi: 

  • chiediamo alle persone come vogliono organizzare il lavoro
  • costruiamo insieme gli obiettivi da raggiungere e li monitoriamo periodicamente
  • proponiamo alle persone di uscire da una prospettiva subordinata, favorendo un approccio che stimoli l’imprenditività del singolo

Abbiamo preso la direzione giusta?

Immagino che a questo punto la domanda sorga spontanea: che risultati stanno portando queste strategie? Forse è ancora presto per dare una risposta, il nostro viaggio verso la valorizzazione dei talenti è appena iniziato e abbiamo ancora bisogno di tempo per capire come stia andando. Quello che è certo è che nel momento in cui questi processi prendono avvio non si può più tornare indietro, perché il cambiamento che determinano a livello di cultura organizzativa è immediato. L’importante è essere pronti a coglierlo e valorizzarlo.   

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