La headline in Linkedin - Trentino Social Tank
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La headline in Linkedin

LA TUA PROPOSTA DI VALORE? PRIMA PUNTATA

Fare brand positioning è fondamentale su LinkedIn, è già stato detto ampiamente in questo libro. Ma lo ribadisco qui: chi riesce a posizionarsi nella mente dei propri clienti con una proposta di valore chiara e netta, aumenta in modo esponenziale le possibilità di raggiungere i propri obiettivi.

Prima facciamo nostro questo concetto e prima potremo iniziare ad avere dei risultati su questa piattaforma in termini di contatti e relazioni generate. E quando parlo di contatti e relazioni intendo quelli generati con le persone giuste, ovvero quelle che rispecchiano il nostro target, qualunque sia la nostra strategia di business. Ma da dove iniziare? La risposta è semplice, dalla costruzione della headline, ecco perché le è dedicato un intero capitolo di questo libro.

Ma cos’è la headline?

La headline, o “sommario” per chi ha il profilo in lingua italiana, è quella sezione che si trova immediatamente sotto il “nome e cognome”, e che spesso viene confuso con il Job Title. È anche lo spazio più importante del tuo profilo perché è la prima cosa che gli altri vedranno di te, oltre alla foto e al nome e cognome. Esatto, proprio così. Facci caso, quando sul tuo feed vedi il post di qualcuno appariranno anche la foto, il nome e la headline dell’autore. Come nell’esempio qui sotto.

Cosa leggi nel riquadro rosso?  Esatto, stai leggendo la mia headLine. E come vedi LinkedIn non ti permette di leggerla nella sua versione completa. A un certo punto la tronca e “chi-si-è-visto-si-è-visto”.

Per questo è lo spazio più importante del tuo profilo. Perché è quello che ti permette di presentarti al tuo pubblico in maniera chiara e accattivante. Per questo devi scriverla bene, perché è la tua prima possibilità di risultare attrattivo agli occhi di chi ti legge. E a proposito di chi ti legge, devi tener presente che le persone leggono i contenuti sui social in maniera fuggevole, istintiva. Non voglio dilungarmi qui con la teoria dei tre cervelli, basti ricordare che quando noi tutti leggiamo un post utilizziamo la parte più antica del nostro cervello, il cosiddetto “cervello rettile”, quello dove hanno luogo gli istinti primari. In questa fase quindi capisci anche tu che dobbiamo essere veramente colpiti da qualcuno per accorgerci che esista. Ma come fare a colpire?

La tua headline deve essere diversa dalle altre

Quando dico che la tua headline deve essere chiara intendo che deve dare ai tuoi  interlocutori un’idea immediata di ciò che puoi fare per loro. E non solo, deve anche contribuire a renderti diverso o diversa dagli altri. In questo momento, solo in Italia ci sono circa 13 milioni di utenti su LinkedIn. Tra questi una moltitudine più o meno corposa fa il tuo stesso lavoro, magari utilizzando le tue stesse modalità. Prova a scrivere “web marketing specialist” sul motore di ricerca di LinkedIn e fermati un attimo a guardare i risultati. Noterai di sicuro che ci sono centinaia di professioniste e professionisti che si presentano nello stesso modo. Ecco perché la tua headline è molto importante: è la tua occasione di rendere immediatamente chiaro il perché tu sei diverso da questa moltitudine, altrimenti sarà dura colpire quel rettile del cervello. E spesso è anche l’unica occasione.

Per farlo l’unica modo è conoscere nel modo più approfondito te stesso/a, ciò che fai e, soprattutto, il valore che porti ai tuoi interlocutori. Siano essi potenziali clienti o potenziali datori di lavoro. Insomma devi capire “chi sei tu”, “cosa fai” per loro e, soprattutto, “cosa ti rende unico/a”.

Una questione di attrazione.

È venuto il momento di dare un posto alla headline all’interno del nostro PopWave Canvas. Non ho dubbi nel collocarla nella sezione awareness, ovvero consapevolezza. Con una headline ben costruita, LinkedIn ci dà l’opportunità di far sapere ai nostri potenziali interlocutori che esistiamo e che abbiamo la soluzione giusta ai loro bisogni e ai loro problemi. Lavorativamente parlando, si intende.

Ora vorrei che ti fermassi a riflettere bene sull’aggettivo “potenziali”. Perché è fondamentale capire che chi legge la tua headline per la prima volta non ti conosce, il che vuol dire che non si fermerà ad approfondire se non capisce subito chi sei e cosa fai. Lo farà solo nel caso in cui si sentirà immediatamente attratto o attratta.

Come magari ti è successo a una festa a casa di un amico, quando hai conosciuto qualcuno e da subito avete sviluppato un’attrazione reciproca. C’è stata la cosiddetta “chimica”.

Ecco, la stessa cosa la puoi far succedere con LinkedIn, solo che qui non potrai sperare nella chimica. Ed è meglio così, perché non so tu, ma personalmente per una volta che mi è andata bene alle feste da amici ce ne sono almeno 10 in cui mi è andata decisamente male, ahimè.

La soluzione è non affidarsi al caso, ma riflettere su chi sono i tuoi interlocutori e ricavare più informazioni possibili su di loro. In questo modo sarà più facile “colpirli” e risultare attraente ai loro occhi sostituendo la chimica con la strategia. Nel senso buono, si intende. 

Le Personas. Prima di costruire la headline pensa a chi la leggerà.

Oggi non è pensabile, per il bene dei nostri budget, utilizzare il business manager senza pubblici personalizzati altamente profilati. Più conosciamo i nostri utenti più riusciamo a creare campagne, offerte, prodotti e servizi dedicati a loro. Quando è rischioso utilizzarli? Quando il pubblico è troppo piccolo, per l’algoritmo di facebook è difficile cercare un ago in un pagliaio. Il pubblico largo è bene utilizzarlo per i beni di largo consumo o di prima necessità. Immaginate di avere una gelateria a Trento: come potete pensare di profilare il target? Interesse: Gelato (?). In questo caso per me sarebbe più utile sponsorizzare a tutti indistintamente (il gelato piace a tutti) per poi creare dei pubblici personalizzati degli utenti che visitano il sito dei gusti vegani, frutta e/o creme. In questo modo, fatta la massa critica, possiamo dividere l’audience per gli interessi che loro stessi ci hanno mostrato e mostrargli campagne e messaggi dedicati ad ogni nicchia.

Un buon modo di conoscere i tuoi interlocutori prima ancora di averci parlato è utilizzare il metodo delle personas, che non a caso è un termine preso a prestito dal teatro. E come nel teatro devi cercare di immedesimarti in loro, ragionare come loro, cercando di intuirne obiettivi e, soprattutto, problemi. Ma non solo, è importante cercare di capire il più possibile che formazione hanno, quali sono le loro aspettative, le loro ansie e paure. Insomma devi comprendere cosa è importante per loro. Non ultimo, devi sapere come parlano e dove si informano, chi sono i loro leader d’opinione. Queste sono tutte informazioni necessarie per essere sicuri che la nostra headline risulti interessante per loro. Ci sono vari tipi di personas, e per lavorare su ognuna di esse sul web puoi trovare diversi tipi di canvas, dalla buyer personas, tipica del B2C alla customer personas, più utile per il B2B, e quindi per LinkedIn. Ma lo stesso ragionamento vale per chi cerca un nuovo lavoro, a cui consiglio di utilizzare l’employer personas

Qui sotto trovi un esempio di compilazione del canvas grazie all’utilizzo di Miro, una lavagna virtuale per la collaborazione online.

 

Una volta compilato il canvas, saremo molto più consapevoli rispetto al nostro target e avremo le informazioni giuste per passare alla nostra headline, che a questo punto dovrà contenere in modo chiaro le soluzioni alle esigenze e ai problemi della nostra personas, in altre parole la tua proposta di valore.


Ma questo te lo spiego nella prossima puntata. A presto!

 

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Questo articolo è preso dal contributo che ho dato al libro di Francesco Canuti “Crescere con LinkedIn”. Dove oltre alla headline si parla di molto, ma molto altro. Se ti interessa qui trovi il link per vederlo.  

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